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so???? what do you think about my new banner???? no any word about it!
oh, i just love success.
festeggio il mio ritorno al blog con un sentito ringraziamento al buon prodi (e compagnia bella ovviamente..) che con oggi ha aumentato di quasi il 50% il bollo della mia auto portandolo a più di 600 euro!!! (secondo l’assicurazione, il valore della mia auto è di circa 3000 euro!) veramente grazie, non sapevo proprio come buttare via gli ultimi due soldi che ero riuscito a conservare!!!!
FIRENZE – Come già riportato da Gay.it dal recente raduno internazionale degli scout Roverway 2006, tenutosi a Loppiano e conclusosi il 14 agosto, sono state escluse all’ultimo momento due iniziative che avevano l’intento di promuovere la tolleranza e il rispetto per le diversità, contro le discriminazioni e l’omofobia . Gli organizzatori di Roverway avevano esplicitante contattato in primis Katia Acquafredda di Lista Lesbica al fine di organizzare un workshop sull’omosessualità e un altro incontro avrebbe dovuto essere tenuto con la collaborazione di Arcigay. Questo ha scatenato un putiferio all’interno della F.I.S., la Federazione Italiana Scoutismo, nel quale convivono la parte cattolica dell’AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) e quella laica del CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani). Dalla FIS oggi si tende a minimizzare, sostenendo che «nella preparazione delle 150 botteghe-laboratori per i ragazzi ci sono stati alcuni problemi (di comunicazione e di approfondimento in ottica educativa della tematica dell’omosessualità) che hanno portato a mantenere spazi di confronto per gli educatori e non per i ragazzi.» Insomma i giovani sono stati tenuti lontani dalle “botteghe” previste, che infatti non sono state fatte. A monte di tutto ci sarebbero state riserve da parte dell’associazione di riferimento cattolica, evidentemente a disagio con una prospettiva del genere. Vista la già complessa macchina organizzativa gli organizzatori hanno preferito lasciar perdere e non insistere su questo punto, e a farne le spese sono stati, guarda caso, i due eventi che avrebbero dovuto costituire occasione d’incontro e conoscenza reciproca tra il movimento scout e quello omosessuale. Sembra trasparire del disagio all’idea di dare la possibilità a una persona apertamente omosessuale di poter parlare direttamente e senza filtri ai ragazzi e alle ragazze scout. Le vaghe ragioni fornite non riescono a coprire la sensazione, profonda, che alla base di tutto ci sia stato il nodo non sciolto da parte di AGESCI di sapersi, o volersi, raffrontare con la realtà delle persone non eterosessuali, un tema evidentemente che ancora spaventa e innesca questo tipo di “problemi”. Senza dimenticare comunque che anche il CNGEI alla fine ha lasciato che passasse la linea d’esclusione che è stata avallata nei fatti, con la cancellazione delle due botteghe programmate. Nonostante quanto accaduto a fine Roverway è stato emesso un comunicato congiunto FIS e Arcigay nel quale viene ribadita la volontà comune di impegnarsi contro l’emarginazione. «”Se manca qualcuno – si legge nel comunicato – con la sua unicità e differenza, siamo tutti un po’ più poveri, se non tutti si sentono uguali per diritti e dignità abbiamo perso l’occasione di allargare i nostri orizzonti e di abbattere false frontiere tra gli uomini.” È quindi nata la volontà di sviluppare un percorso comune sull’omosessualità che partendo dal rispetto delle specificità delle proposte educative porti a una lotta comune all’omofobia, valorizzando lo stile scout dell’accoglienza. Le due associazioni si impegnano a proseguire il confronto dopo il Roverway.» Il comunicato è firmato da Chiara Saligni, Presidente AGESCI, Lorenzo Maggini, Presidente CNGEI e Fabio Saccà, responsabile Arcigay Giovani. Salta all’occhio l’assenza di una qualche rappresentante della Lista Lesbica, che pure ha visto una sua bottega cancellata. Katia Acquafredda, Patrizia Colosso e Piera Zani, di Lista Lesbica, hanno risposto di non voler fare polemica ma di non potere non notare come «il cosiddetto “comunicato congiunto” FIS/ARCIGAY non dica molto, e sopratutto non racconti quello che è successo davvero. C’era un workshop programmato a cura dell’Associazione Lista Lesbica Italiana, su invito degli stessi Scout, che è stato annullato all’ultimo momento per il fermo veto dell’AGESCI, con delle motivazioni che sanno di censura. Se manca qualcuno, al campo, nella foto ricordo, non si tratta di un fantasma, ma di persone in carne ed ossa che per essere onesti andrebbero nominate. Siamo contente che tra Arcigay e gli Scout sia nato l’impegno, a proseguire il confronto e a lavorare contro l’omofobia. Constatiamo tuttavia con molta amarezza che, ancora una volta, chi proprio non ci può essere sono le lesbiche. Non era quello che volevano dire i tanti Capi Educatori ai quali ci siamo rivolte e che hanno distribuito il nostro messaggio ai Rover sottocampo per sottocampo, nè i tantissimi ragazzi che hanno espresso la loro solidarietà nei nostri confronti indossando la spilletta con il logo STOP OMOFOBIA. È a loro che ancora una volta ci rivolgiamo: se ci inviteranno, saremo disponibili ad incontrarli per ragionare e confrontarci insieme e dire basta, ma basta davvero, all’omofobia. Speriamo che anche i Dirigenti nazionali e internazionali preposti alla guida delle diverse organizzazioni scout sappiano cogliere questa comune opportunità di crescita.» Fabio Sacca’, dal canto suo, ci ha detto che su questo punto «invece di chiudersi nel circolo vizioso della polemica si è cercato di iniziare un percorso», percorso che è solo all’inizio nel quale Lista Lesbica dovrà necessariamente essere coinvolta. Nonostante il velo di silenzio che si è cercato di stendere sul tema, la lotta all’omofobia, fatta uscire senza tanti complimenti dalla porta sul retro, è rientrata da quella principale con i ragazzi e le ragazze scout che, in marcia sotto la pioggia, cantavano in coro “Stop omofobia, stop omofobia”. Non ascoltarli, in questo desiderio di essere aperti a sostenere l’uguaglianza e la dignità di tutti, sarebbe davvero far loro un gran torto. (Roberto Taddeucci)
Gay.it
per chi non lo sapesse “the Hoff” (David Hasseloff) è tornato con la sua ultima hit. siiii, infatti lui nasce come cantante e poi come attore (Supercar, Baywatch ecc..) infatti alcune delle sigle di baywatch le cantava proprio lui.. dopo una serie di imbarazzanti video anni 80 eccolo di nuovo con la sua auto (Kitt) a chiedere ad una fascinosa ragazza di poterla riaccompagnare a casa… quindi “salta nella mia macchina“
per chi fosse interessato è da venerdì mattina che sono a casa, in malattia, per uno schifosissimo, quanto fastidiosissimo e infettivo fuoco di sant’antonio, o meglio detto herpes zoster.. in poche parole il virus della varicella che ha deciso di attaccarmi l’ascella sinistra.. spero mi passi presto, sono stufo di stare in casa e di soffrire come un disgraziato!!! aiutooooooooooo
Tags: herpes zoster, fuoco di sant’antonio, varicella, virus, ascella
ebbene si, come alcuni sanno ho già cambiato lavoro e, si intuisce dal titolo di questo post, il nuovo posto di lavoro è in Vodafone.
In Vodafone come consulente per conto di un’azienda partner HP.. non è difficile, ci si può arrivare!! ![]()
Diciamo che la mia breve esperienza in Apple mi è sembrata.. un ritorno a scuola, dove ci sono i professori e il preside che ti dicono cosa fare e sei controllato in ogni cosa che fai..
Sono qui da 4 giorni e nessuno mi ha ancora detto “tu non sai chi sono io..”, cosa che in un altro posto è capitata la mattina del primo giorno. mmm..
Devo dire che ancora non sono entrato nel vivo del lavoro, sto ancora attendendo l’accesso ai server e al dominio, quindi mi affianco ad un simpatico collega. Mi hanno già detto che mi occuperò di accounting.. cosa vorrà dire mai??? (LO SO COSA SIGNIFICA!!!!)
Ormai è amore!
It was strange the way it happened.
One of those quirks of fate really.
One of those moments when you seem
irredeemably lost: you panic; you’re
trapped; your back’s against the wall.
There’s no way out, and then suddenly,
you get a break.
è una strana sensazione questa che sto provando.
è strano come accade alle volte, ti svegli la mattina, non ti vuoi alzare perché devi andare a lavorare, non sopporti questa cosa.. ma nel momento in cui prendi la decisione di cambiare, di dedicare il tuo tempo ad un altro datore di lavoro, tutto cambia! Guardo i miei colleghi degli ultimi quasi 4 anni in modo differente.. li vedo amici, compagni, di cose belle e cose brutte.. persone con cui ho condiviso tantissimo tempo e alle quali ho dato molto ed ho preso molto. Ci pensi??? per quasi 4 anni TUTTE le mattine ho preso la mia bicicletta (con il sole o con la neve) e sono venuto qui.. per quasi 4 anni..e non lo farò più.. non sembra tanto triste??
oggi è stata una giornata di grandi novità e attività, nuovi accordi, traguardi importanti ed esperienze future si aprono davanti a me.. e non solo a me! seguiranno notizie più dettagliate a tempo debito.
Guangzhou (Cina) – La Repubblica Popolare Cinese ha assorbito così bene il principio di tutela della proprietà privata che ha deciso d’estenderlo anche alla cosiddetta proprietà virtuale. Ne sa qualcosa Yan Yifan, un 20enne di Guangzhou condannato dai giudici popolari al pagamento di una ammenda pari a 5000 yuen, circa 500 euro, per avere “rubato” e rivenduto alcuni oggetti virtuali all’interno del videogioco Dahua Xiyou II.
Yan, secondo quanto riporta l’agenzia di stato Xinhua, ha sottratto “oggetti, soldi ed altre proprietà virtuali” da molti giocatori di questo multiplayer patriottico – un gioco di ruolo ispirato alla leggenda popolare del Re delle scimmie.
Non solo: il ragazzo ha poi rivenduto questa insolita refurtiva, guadagnando sulle spalle degli utenti derubati. “I giocatori spendono tempo, energie e soldi per acquistare gli oggetti da utilizzare nella simulazione videoludica”, hanno decretato i giudici, “pertanto i beni virtuali non solo hanno un valore, ma anche un valore aggiunto”.
Il risultato è che Yan dovrà pagare una multa molto salata, specialmente se paragonata ai salari medi di un cittadino cinese. Yan Yifan era riuscito ad entrare in possesso dei dati e delle “proprietà virtuali” dei videogiocatori perché lavorava come amministratore di sistema presso l’azienda che produce Dahua Xiyou II.
“Il codice penale cinese non prevede una definizione della proprietà virtuale”, sostengono alcuni avvocati esperti in proprietà intellettuale e copyright, un tema molto caldo nella Cina di oggi.
Non è la prima volta che la “proprietà virtuale” giunge sulla ribalta della cronaca cinese. L’anno scorso un tribunale cinese ha condannato un utente d’un gioco multiplayer: aveva rubato alcune spade magiche al suo alter ego digitale.
Articolo preso in prestito da www.punto-informatico.it
